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In Primo Piano

Cari amici e colleghi,

come giovani psicologi abbiamo molte considerazioni da fare sul nostro settore lavorativo. Come possiamo inserirci nel mercato del lavoro? Come ci rapportiamo con le altre professioni? Chi sono i nostri diretti concorrenti? Quali sono i nostri spazi? Soprattutto, quando possiamo cominciare a lavorare da psicologi?

L’ingresso nel mercato del lavoro per noi giovani psicologi è particolarmente duro. Le ricerche ci mostrano serie difficoltà di inserimento in tutti i settori, con un numero sempre crescente di iscritti all’Ordine, ed un numero sempre minore di assunzioni sia in ambito pubblico che privato. Questi numeri stanno portando alla saturazione dei posti di lavoro “classici” per noi psicologi, senza che si predisponga un piano di ricambio generazionale che, a breve, sarà in essere almeno all’interno della sanità pubblica. Il settore clinico è quello che maggiormente attrae i giovani in formazione, ma richiede un gran numero di anni ed una discreta esperienza prima di potersi affermare stabilmente. Se questo è vero, lo è altrettanto che lo Psicologo è una figura professionale chiaramente definita che può e dovrebbe ritagliarsi spazi propri all’interno del mondo del lavoro. La specializzazione post laurea specialistica (o V.O.) non è necessaria per lavorare da psicologo; anche chi vuole proseguire nella propria formazione con una specializzazione, ormai quinquennale, nel corso degli anni può accedere al mondo del lavoro come psicologo, individuando delle professioni che grazie alle competenze acquisite durante la laurea possono essere intraprese immediatamente. Alcuni dei settori che offrono queste possibilità sono l’ambito riabilitativo, l’ambito della formazione e quello del lavoro; in ognuno di questi esistono altre figure professionali che possono essere nostre concorrenti, e ciò vuol dire che siamo noi psicologi a dover portare un valore aggiunto per ritagliarci degli spazi. La nostra professione è giovane, l’ Ordine esiste da soli 20 anni, e dobbiamo ancora formarci un’ identità forte e riconoscibile in settori occupati fino ad oggi da altri; lentamente ci stiamo trasformando da una professione che aveva come sbocco lavorativo naturale la sanità pubblica, in una professione che sempre più volge lo sguardo al settore privato.

Queste ed altre considerazioni sulla condizione lavorativa di noi Giovani Psicologi, spaziando dal problema dei tirocini a quello della moltitudine delle scuole di specializzazione e del lavoro, ci hanno spinto a riunirci in Gi.P.A., un’associazione che ha l’obiettivo principale di favorire in modo pratico e concreto l’avvio della professione e di individuare le nostre nuove esigenze, lavorative e di formazione, che si trasformano di continuo con una velocità pari a quella dell’evoluzione della nostra società, esigenze che non possono di fatto appartenere alla “classe” che ha fondato il nostro Ordine. Per raggiungere questi obiettivi riteniamo sia utile avere il maggior numero di associati possibile in tutta Italia, in modo tale da poter avere un peso contrattuale all’interno del nostro Ordine Professionale ma anche, in senso più generale, politico istituzionale. Dunque, uniti per contare!

Ci imbarchiamo in questa avventura con entusiasmo, ricordando sempre che alla base di tutto c’è la nostra cultura personale, perché sono essenziali persone dotate di indipendenza di pensiero per cui la formazione non ha mai fine.

In bocca al lupo a tutti!

Il Presidente

Giovanni D' Amore

 

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